Se questi pensieri fossero stati scritti sotto forma di racconto il titolo sarebbe stato sicuramente: “mia nonna e le altre “.

Mia nonna, è l’unica donna che ricordi di aver accompagnato a casa, che tempestivamente, a qualche isolato dalla destinazione, iniziava a frugare nella borsa alla ricerca delle chiavi, che quindi stringeva in mano, ancor prima che l’auto si fermasse.

Non mi è più capitato! accompagnando un’amica, una collega, ho notato come la ricerca delle chiavi iniziava sempre inesorabilmente, lenta e tardiva, accompagnata dalla frase, più o meno la stessa: “aspetta un attimo che non trovo le chiavi”, detto col sincero candore di chi si stupisce di non riuscire a fare una cosa oggettivamente complessa.

Le volte in cui sono stato invitato a recuperare qualcosa in una borsa femminile anticipato da un “cerca ci dovrebbe essere”, frase che accompagnava qualsiasi richiesta di oggetto minimamente immaginabile, mi sono reso conto che, di fronte all’ austera borsa della mamma, piuttosto che allo zaino delle compagne di scuola ai tempi del liceo, o più recentemente a shopping bag di coetanee, sono rimasto quasi impotente e nella stragrande maggioranza dei casi non sono riuscito a trovare quello che cercavo (ma che invece c’era).

Cosi, di volta in volta, subivo lo sguardo della proprietaria della borsa che, costretta ad interrompere quello che stava facendo, perché non ero stato in grado di assolvere al mio compito, dopo un veloce rimestare, tirava fuori l’oggetto da me vanamente ricercato.

Questa maestria femminile nella ricerca di oggetti in condizioni difficili (quali sono oggettivamente gli interni delle borse delle donne), spesso però naufraga di fronte alla ricerca di un oggetto piccolo ma fondamentale come le chiavi.

Se per l’uomo, il portachiavi assolve come unica funzione quella di “tenere insieme degli oggetti”, per le donne oltre a questa, ha anche una funzione “segnaletica”, di ausilio al recupero nel noto – o ignoto – contenuto, spesso caotico, della borsa.

Quando ho conosciuto l’avv.to Splendorini al margine di un convegno in cui avevo tenuto una relazione, dopo aver affrontato la questione lavorativa per la quale ci eravamo incontrati, nel veloce volgere della discussione sul progetto “la borsa delle donne”, sono rimasto talmente colpito dall’unicità dell’iniziativa e dalla passione che scaturiva dalle sue parole che, spontaneamente ed anche forse sfacciatamente le ho detto: “se vuole le scrivo qualcosa da un altro punto di vista”. Eccomi qui con la tastiera in mano a trasferire in un altro contesto, solo apparentemente più leggero e semplice,  gli oltre vent’anni di esperienza di docenza universitaria in materie aziendali ed il pragmatismo tipico della professione di dottore commercialista, assecondando la mia passione per la scrittura e portandola fuori dalle esperienze precedenti di redazione di un manuale universitario o di articoli scientifici confinati nell’ambito degli esperti di economia aziendale, concedendo alle parole ed alle idee di tracimare, quasi liberamente, in questo progetto.

Tornando al portachiavi, l’idea è quella di ospitare in questa sezione considerazioni, spunti e riflessioni che da un lato aiutino a tenere insieme (sistematizzare) idee e concetti già presenti nella vulcanica mente femminile – o da acquisire nell’ambito del progetto “la borsa delle donne “- e dall’altro consentano di ritrovare idee, nozioni, convinzioni che la vita ed il passare del tempo hanno relegato in un angolo se non inaccessibile quantomeno dimenticato.

Da questo susseguirsi di “unire e ritrovare “ passa uno dei pilastri del progetto di acquisizione di consapevolezza finanziaria femminile a cui spero di poter portare il mio piccolo contributo di idee.