Ho sempre pensato che per scrivere occorre raccontare quello che si sa. Quello che si conosce, quello che si è imparato, quello che si è sperimentato sulla propria pelle. Per questa ragione ho deciso di condividere gratuitamente quello che ho scoperto sulla gestione del denaro, quello che la vita mi ha insegnato, quello che la vita ha voluto mostrarmi, quello che sta sotto la superficie delle cose, consapevole del fatto che non è tutta la verità, ma il primo pezzo. Quello più  importante. Quello sul quale giochiamo l’ intera partita. Questo pezzo mi è stata mostrato, dopo tanto tempo e dopo tante ricerche.

Per questa ragione ho deciso di condividerlo, perché spero possa essere utile a qualcun altro. Perché il mio punto di arrivo possa essere quello di partenza per altri.

Non si impara a gestire denaro, leggendo un articolo.

Non si vede subito quello che c’è da vedere, se non abbiamo mai guardato in quella direzione.

Non è semplice guardare dove vi porterò a guardare, ma solo lì troverete quello che dovete vedere.

Non possiamo non occuparci di denaro.

Nessuno vi ha mai detto che ce l’avreste fatta da sole.

Non possiamo continuare a pensare che non sia una cosa nostra.

Non possiamo credere davvero che non sia una cosa nostra.

Non possiamo rimanere nel punto in cui siamo ora.

Giulia aveva sempre pesato di non essere abbastanza, di essere la peggiore di tutte, di essere quella che non ce la faceva mai, che rimaneva sempre indietro. Questa sua certezza se l’era cucita addosso…e non aveva permesso più a nessuno di portargliela via…”

C’è un legame invisibile e potente tra quello che ci portiamo dentro e quello che crediamo di riuscire a fare o ci permettiamo di fare fuori. Ci è stato insegnato che tutto quello che pensiamo di sapere in relazione al denaro, entra in gioco solo quando ci occupiamo di esso. Ma non è affatto così.

Quante di noi, si sono riviste in Giulia?

Quante di noi si sentono o si sono sentite di non essere abbastanza in alcuni aspetti o in alcuni momenti  della propria vita?

Il nostro non sentirci abbastanza è rimasto lì,

silenzioso, invisibile e potente.

Pensate davvero che il nostro non sentirci abbastanza, non abbia alcuna conseguenza sul nostro rapporto con il denaro?