Amo l’ estate anche per l’ improvvisazione che porta nelle mie giornate. A distanza di più di un anno dal trasloco, non ho ancora comprato la libreria giusta per i miei libri così molti di loro sono disseminati ovunque. Trovo interessanti gli incontri casuali che faccio con quelli sulle scale. Oggi per esempio, mi sono imbattuta su un libro di una formatrice finanziaria americana, comprato un po’ di tempo fa. Ho cominciato a sfogliarlo e sono inciampata su un pezzo che mi ha fatto riflettere e innervosire.
Lei nel classico stile americano del positivismo ad ogni costo, consiglia, al di là della barricata, ovvero dalla parte di quelli che non hanno nessun problema economico, una vita che fila liscia, almeno per come lei si autoproclama e che la rende titolata a dispensare abbondanti consigli di vita per essere brillante, felice e vincente come lei, che bisogna trasformare tutte le cose negative che sono accadute nella nostra vita, in positive, accettarle e innamorarsi della propria storia. Vedere il bello dove il bello non c’è.
Questa cosa, mi ha fatto arrabbiare, perché ignorare le cose che ci hanno fatto stare male, che ci hanno profondamente ferito o etichettarle superficialmente con un nome diverso, non va bene. Inconsciamente lo sappiano che ci stiamo prendendo in giro e quel dolore rimane lì, anzi, come nel mio caso, è più forte di prima perché sa che non abbiamo compreso, che abbiamo fatto finta di comprendere.
Ho imparato, con il tempo a prendermi cura delle mie sconfitte e dei miei dolori, non facendo finta che non siano mai esistiti o che abbiano portato chissà quale profondo e meraviglioso beneficio nella mia vita. Sono accaduti e quello a cui sono serviti forse lo scoprirò strada facendo o forse no. Sono semplicemente accaduti. Non devo e non voglio sempre trovare una cosa straordinaria ed entusiasmante in ogni livido provocato da una portata in faccia che la vita mi ha riservato. Non sono una super eroina che salva sempre il mondo e torna a casa sana e salva. Sono una donna che, come tante, ha un sacco di lividi perché ha preso un bel po’ di botte dalla vita in campo sentimentale, lavorativo e finanziario e non ho voglia di chiamare  tutte quelle legnate, fasi meravigliose della mia vita.
Amo l’ estate anche perché mi da tempo di farmi domande ma soprattutto mi da il tempo per darmi risposte sincere, che sento vere, che mi curano e che rimettono le cose a posto.