Altro articolo scritto a 4 mani con Gooser ( Sandro) del blog finanza no stop sempre con l’obbiettivo di coniugare l’approccio maschile e quello femminile allo stesso argomento ovvero lo stato d’ansia in relazione agli investimenti  e pubblicato sul blog  http://finanzanostop.finanza.com/2017/02/21/31829/

( FINANZA NO STOP ) Abbiamo avuto nel precedente articolo un assaggio veloce su un argomento che spesso non viene trattato, ma che secondo noi è fondamentale per sopravvivere nel mondo del trading, ovvero l’aspetto psicologico. Cercheremo di dare qualche consiglio non tanto tecnico per aiutare gli utenti a eseguire qualche operazione finanziaria senza sprofondare in uno stato d’ansia perenne.

In questi anni ho cambiato idea parecchie volte su quale fosse “il miglior stile di trading” e sono passato da prima all’analisi tecnica, facendo anche qualche corso nella speranza di trovare il santo graal, per passare poi alla fondamentale, intervistando ragionieri, contabili, amministratori di condominio e passando le serate a guardare le trimestrali di tante aziende. L’idea era di guardare questi numeri cercando di leggere tra le righe, per fare “il colpo” del secolo, ma poi mi sono reso conto che tutti questi studi ti danno una preparazione di base ottima ma se non sei preparato mentalmente ogni tua mossa è destinata ad essere un insuccesso.

Ma la domanda che poi mi sono posto è la seguente, ovvero sono consapevole del fatto che acquistando un qualunque prodotto quotato mi sto assumendo un rischio troppo elevato e le possibilità di insuccesso sono altissime ?. Secondo me se non hai ben capito questo concetto non è il caso di iniziare ad investire in borsa.

Pensavo poi ad esempio ad un pilota di Formula 1 che affronta un curvone sul circuito di SPA a 280 KM l’ora e pensavo…. ma si rende conto del pericolo che sta correndo ?. Probabilmente NO perchè altrimenti nel momento in cui capirà questo smetterà di correre, e ho portato questo paragone su me stesso e mi sono chiesto: sono consapevole che acquistando un certo titolo quotato perderò dei soldi, e lo comprerò lo stesso ? Cosa mi potrebbe bloccare ? La paura.

Sostanzialmente mi sono reso conto che il trader non può permettersi la paura esattamente come il pilota di Formula 1.

Nel precedente articolo se ricordate consigliavo di investire solo i soldi che non sono necessari, quindi una piccola parte dei nostri risparmi e resto convinto che facendo così poco alla volta questa paura potrebbe scomparire. Una volta scomparsa, un po’ alla volta, si tende a ragionare meglio e a vivere con un certo distacco successi e insuccessi.

Un’ altra mia convinzione è nata girando casualmente tra i tavoli da gioco di un noto casinò. Non essendo un giocatore d’azzardo ovviamente non conosco tutti i giochi ma a grandi linee ho capito che ci sono giochi dove conta di più l’abilità e altri dove conta molto la fortuna. Facendo poi un paragone tra mondo del trading e gioco d’azzardo, ritengo che il gioco d’azzardo sia molto meno rischioso. Puntare 50 euro sul nero o sul rosso al tavolo della roulette è molto meno rischioso che acquistare un qualunque titolo quotato. E’ vero che alla roulette ho il 50% di possibilità di portare a casa la posta se scelgo rosso o nero e in qualche minuto posso anche perdere tutto, ma acquistando un titolo quanti mesi o anni dovrò aspettare per portare a casa un 50% di gain ?. Ma sopratutto se strada facendo mi ritrovo un -50% in portafoglio cosa succederà?. La vincita o perdita dei 50 euro al casino’ dura qualche secondo, i 50 euro investiti in un’azienda possono portare ad un lento e costante stato di ansia che può durare mesi.

In poche parole anche se il titolo salisse costantemente per mesi e mesi e anche se lo stesso scendesse per mesi e mesi costantemente non vivrò uno stato d’ansia perenne ? Vendere ? Quando vendere ? Sta salendo….sta scendendo che faccio………..insomma ansia su ansia.

Questo aspetto strada facendo credo di averlo migliorato e spesso mi torna in mente la celebre frase del colonnello  John “Hannibal” Smith ovvero “Adoro i piani ben riusciti”. Ecco prima di acquistare un titolo cerco mentalmente di elaborare un piano. Se ben o mal riuscito lo capirò strada facendo ovviamente, ma devo conoscere il piano e sapere i limiti del territorio di questo. Questo trucchetto ci aiuta mentalmente perchè scarica in parte questa ansia.

Inoltre in caso di insuccesso occorrerà avere un piano B sempre in testa. Se non si è in grado di elaborare un piano B allora l’investimento forse è meglio non iniziarlo.

Quindi per concludere: Investire pochi soldi dei propri risparmi e quelli non vitali per la sopravvivenza, elaborare un ragionamento e una strategia con un ingresso ed un uscita, avere un piano B in caso dovesse andar storto qualcosa.  Questi sono alcuni pensieri che mi senti di condividere con voi per cercare di eliminare questa paura, ma vediamo come sempre il punto di vista di una donna se può essere d’aiuto…………

(  LA BORSA DELLE DONNE )    Infatti è così. Avere un piano in testa salva dall’ansia ed è per questa ragione che noi donne, senza saperlo possiamo essere delle perfette e sorprendenti  investitrici.
Siamo abituate a pianificare. Tutto nella nostra vita segue un programma, consapevole o meno. Sappiamo destreggiarci in mille impegni quotidiani e settimanali da far rabbrividire un manager. In casa, nessuno si accorge di quanta programmazione c’è dietro ad una giornata sovraccarica di cose, visibili e invisibili. La maggior parte dei nostri familiari pensa che la normalità degli incastri sia naturale e non si immaginano, quanti pensieri e azioni hanno permesso che tutto andasse liscio e che tutti facessero o avessero quello che per loro era naturale e scontato avere.

Siamo super allenate a programmare, ma non siamo abituate ad investire. Perché?
Semplice… Perché non lo abbiamo mai fatto o se lo abbiamo fatto, non abbiamo percepito la naturalità che invece regna negli altri ambiti, più consueti ed ordinari della nostra vita.
Tutto accade nella nostra mente. È la nostra mente, con i suoi programmi e i suoi condizionamenti, che ci siamo costruite con il tempo, con l’ educazione, con il ricalco dei modelli familiari e sociali, che non ci fa sentire ” naturale ” impiegare questa preziosa risorsa del saper programmare, ad un aspetto diverso del nostra vita come quello degli investimenti finanziari.
La nostra mente è impegnata a gestire e a metterci in guardia da tante cose e alcuni programmi che considera acquisiti, non li mette più in discussione e li esegue in automatico. Se non siamo noi stesse a voler far leva sul programma mentale per scardinarlo, questo continuerà a riprodursi all’ infinito.
Questo significa che se vogliamo iniziare a sperimentare le nostre abilità di programmatrici nel mondo degli investimenti e non lo abbiamo mai fatto, la prima cosa che dobbiamo fare è mettere in discussione  il pensiero ” non lo so fare ” e una volta fatto, le nostre abilità saranno libere di esprimersi al meglio.

All’ inizio di ogni giornata non dichiariamo mai ” non lo so fare “, diciamo forse ” Oh Dio… ! ne comincia un’altra… ” facciamo un profondo respiro, un rapido promemoria mentale delle cose da fare  e partiamo nella sicura consapevolezza che a fine giornata, se pur a pezzi, saremo state in grado di fare tutto, perché abbiamo fiducia in noi stesse e nelle nostre capacità. Ha ragione Jodorowsky quando dice che  ” noi siamo la porta e anche il guardiano che ne proibisce l’entrata”. In passato era diverso, noi donne non potevamo accedere agli investimenti come è  possibile fare oggi, quindi tutto dipende da noi e dalla nostra scelta di entrare e metterci alla prova o rimanere fuori e guardare con rammarico gli altri entrare.

Emanuela & Sandro

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