Ho appena versato  un assegno. Fin qui tutto bene.  Prima di versarlo, nella mia mente ho visto scenari luminosi perché in base  ai miei conti mentali, in cui riesco ad addizionare spese su spese senza raggiungere completamente la cifra a disposizione, con la somma appena versata potevo fare tantissime cose,  tanto che un senso di profonda felicità ha cominciato ad aleggiare nelle stanze del mio castello interiore quando la mia mente ha iniziato a seguire questi pensieri.

Dalla fantasia alla realtà, perché appena ho visto la cifra dell’ assegno sulla distinta di versamento della banca, all’ improvviso, non so per  quale motivo ( visto che nella mia mente quella cifra  era così ampia da contenere tante cose) quella somma si è rimpicciolita, sino a diventare una striminzita coperta di Linus insufficiente a coprire tutto quello che doveva coprire. Un senso di ansia si è impossessato di me e le finestre del mio castello si sono immediatamente chiuse.

Ho cominciato a riflettere sul perché della mia reazione. Perché mai atteggiamenti che un tempo servivano a proteggerci come la paura di fronte ad un pericolo, si manifestano in aspetti della nostra vita che non sembrano così pericolosi ? perché  perdiamo la lucidità e abbiamo così tanta paura quando si tratta di affrontare argomenti legati al denaro e soprattutto alla sua mancanza? Perché ho compreso che  si tratta di sopravvivenza e che sfuggire ad un  predatore di un tempo, ci fa, ora, la stessa paura di non avere risorse economiche sufficienti per sopravvivere.

Stesso senso di smarrimento, stessa paura di non farcela. Il corpo percepisce il pericolo ma non ne vede la concretezza. Avere paura di non arrivare a coprire con le proprie risorse economiche gli impegni finanziari, genera lo stesso stress emotivo della paura di farsi male o essere aggredito da un animale feroce, ma in questo caso l’ impatto emotivo delle nostre paure rimane assordante dentro di noi ed è con quel rumore e la morsa che stringe lo stomaco o che prende la gola che ci troviamo a fare i conti.

È questo uno dei tanti motivi che ci fanno avere paura del denaro, ma soprattutto quello che temiamo è la nostra spesso, assoluta incapacità di gestire quella paura che arriva prepotente quando il dare supera l’ avere. Questa è la cosa brutta. La cosa bella è che siamo libere di imparare a scegliere di dominare quella paura. È roba nostra e, che ci piaccia no, decidiamo noi  se affrontarla o lasciarci dominare.  Vicino allo specchio del mio bagno, ho appeso una frase di Martin Luther King  “ un giorno la paura busso alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”.  Ognuno di noi nella propria vita ha fatto cose coraggiose, quindi sappiamo di esserne capaci. Questo basta per  esserlo di nuovo.