Finanza e mondo femminile: un’associazione insolita quella di Emanuela.

Da sempre nell’immaginario collettivo sono gli uomini a prendersi cura del denaro. Oggi, non è più così, le donne hanno il potere e il dovere di amministrare le proprie finanze e di prendere in mano le redini della propria vita a 360°.

Quando ho scoperto il blog di Emanuela ne sono rimasta colpita, perché gli argomenti trattati non solo toccano corde profonde di ogni vissuto femminile ma dipingono anche una donna che sta cambiando: indipendente, libera e straordinariamente brava ad amministrare le sue finanze.

Così, ho deciso di intervistarla nel salotto virtuale di Splitit per scoprire cosa c’è nella borsa e nella mente delle donne di oggi.

Ciao Emanuela, innanzitutto complimenti per l’idea del blog! Quand’è nato il progetto “la borsa delle donne”? 
Il progetto del blog “La borsa delle donne” parte da lontano e come molte idee nasce da esperienze personali. Io sono un avvocato e mi occupo quasi esclusivamente di controversie bancarie e finanziarie, durante questi anni ho avuto modo di riflettere e costatare che, diversamente da quello che può sembrare, il rapporto che noi donne abbiamo con il denaro, non è legato al valore che il denaro rappresenta in sé, ma al rapporto che abbiamo con noi stesse, con le nostre emozioni, con i nostri ricordi e con i nostri schemi mentali legati al denaro.

La maggior parte di noi donne, non ha ricevuto una vera e propria educazione finanziaria e spesso e volentieri siamo cresciute in famiglie in cui gli argomenti legati al denaro erano affrontati e gestiti direttamente dal padre e questo ci ha portato a coltivare un rapporto di distacco con il denaro. Inoltre, si è portate a credere che gli argomenti legati al denaro siano freddi, rigidi, difficili da comprendere e distanti da quel mondo, che noi donne conosciamo bene, che è fatto di emozioni. Con queste premesse, crescendo continuiamo a replicare lo stesso modello e di fronte alla necessità di fare scelte finanziarie, anche minime, cadiamo in preda al panico o siamo assalite da paure inconsce che ci bloccano.

L’obiettivo del blog e del mio progetto è di parlare del denaro attraverso un linguaggio e degli argomenti che, pian piano, riescano a rompere i vecchi schemi e trasmettano l’importanza di cambiare atteggiamento verso il denaro e verso quello che pensiamo di esso, riappropriandoci così di una parte essenziale della nostra vita.   

Come mai una donna avvocato ha deciso di darsi alla scrittura?
Una volta qualcuno mi ha detto che per scrivere, occorre scrivere quello che si conosce o che ci appartiene e attraverso il blog spero di trasmettere quello che ho imparato dal mio lavoro, dal confronto con tante donne e da quello che ho capito di me stessa. Quando avevo 14 anni, mio padre mi regalò il libro “Come leggere il Sole 24 ore”, sono cresciuta respirando l’odore delle copie di quel giornale ammassate nel suo ufficio e a casa, ma questo non ha fatto di me un’esperta. Quelle informazioni che, nel corso degli anni, mi sono passate davanti, non le ho mai trattenute perché non m’interessavano e le sentivo distanti da me.

Il mio rapporto col denaro è stato pessimo, fonte di ansia, paura e distacco fino a che non ho compreso che il problema con il denaro era legato ai miei modelli mentali, ai miei ricordi o meglio a come avevo elaborato i miei ricordi e di conseguenza le mie emozioni. Oggi, attraverso la tecnologia, le informazioni sono acquisibili da chiunque e, se parliamo nello specifico del mondo bancario e finanziario, gli intermediari sono obbligati a fornirne al cliente prima di ogni operazione, pena la nullità dell’operazione stessa, tutte le informazioni a riguardo. Quindi, il problema non è legato al fuori, tutto parte da dentro. Quelle informazioni non passeranno mai se noi non gli apriamo la porta e non le facciamo entrare.

Il tema delle “donne che devono e vogliono far quadrare i conti a fine mese“ è molto originale e soprattutto al passo con i tempi, da cosa hai tratto l’ispirazione?
L’ispirazione nasce da tutte quelle porte sbarrate che sono riuscita ad aprire dentro di me e da quelle che molte mie amiche coraggiose sono riuscite a scardinare confrontandoci.

Acquistare qualcosa che ci piace, che ci fa stare bene e che ci possiamo permettere è giusto, fa parte di quelle gratificazioni che colorano la vita, quindi, per far quadrare i conti a fine mese non serve solo limitarsi negli acquisti, ma occorre, a mio parere, acquisire un rapporto sereno con il denaro, occorre fare pace con i conflitti interiori e con i sensi di colpa che emergono ogni qual volta si spende qualcosa per noi stesse. Arrivate a quel punto ogni acquisto sarà una gratificazione che ci appaga totalmente e avremo meno bisogno di spendere solo per sentirci, apparentemente e temporaneamente, meglio.   

Intervista di Giulia Tumminelli il 09/05/2016 per Splitit